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A.M.B. Associazione Micologica Bresadola Gruppo di Verbania

Il mondo dei funghi

Anche il più avido fra i cercatori di funghi prova curiosità per queste figure così singolari che, specialmente in autunno, compaiono più o meno copiose ad adornare il terreno dei boschi, vecchie ceppaie e zone erbose.
Sui funghi se ne sono dette davvero tante, talora a ragion veduta, sovente con una straordinaria fantasia, verosimilmente favorita anche dal mistero che avvolge il loro mondo.
Del resto è comprensibile che, almeno in passato, si guardasse con grande sospetto a questi strani frutti di madre natura talora capaci di entusiasmare per il loro sapore, ma a volte anche portatori di morte.
Questa ambiguità ha dato luogo a molte fantasie sul loro conto, la maggior parte delle quali più pertinenti alla stregoneria che alla scienza. Ma i funghi, nonostante l'ambiente fiabesco nel quale vegetano, non sono affatto prodotti della magia o "casette" per gnomi blu abitanti del bosco.
Legittimo comunque l'alone di curiosità che li avvolge, molto meno alcuni luoghi comuni che, man mano, hanno trovato credito specialmente fra i più ingenui; delle credenze popolari diremo in seguito.

Quanto tempo occorre perche' i funghi crescano?

Una domanda che ognuno di noi si è certamente posto osservando splendidi esemplari di porcini o di ovoli, è quella inerente al tempo necessario affinché tali frutti possano svilupparsi e maturare; antiche credenze popolari vogliono che basti una notte; qualcuno giura di aver reperito esemplari perfettamente formati e di taglia rimarchevole poche ore dopo avere ispezionato accuratamente il medesimo luogo e non avervi notato alcuna presenza fungina; i fantasiosi più arditi, infine, sostengono di avere visto coi propri occhi squarciarsi il terreno all'improvviso e... puff! Ecco i funghi spuntare belli e maturi, con tanto di gambo allungato e di cappello disteso. Tutto ciò, naturalmente, non corrisponde a realtà, né ha alcun fondamento scientifico né, in ogni caso, potrebbe rivestire particolare importanza per la comprensione del ciclo biologico dei funghi.
A titolo di curiosità, tuttavia, possiamo accennare che alcune specie di minuscola taglia (p. es., taluni Coprinus) compaiono in breve tempo dopo copiose piogge e nel volgere di poche ore (a volte non più di un giorno) dallo stadio di primordio si accrescono, si sviluppano e si decompongono.
Altre entità sono quasi altrettanto rapide a comparire, ma hanno vita meno effimera e permangono sul terreno per alcuni giorni (p. es., piccoli Marasmius e generi vicini, alcuni Entoloma, Mycena, etc.).
Al contrario, alcuni gastromiceti pur essendo rapidi nel presentarsi sotto forma di "ovolo", permangono così, in apparente stasi vegetativa, per alcune settimane per "esplodere" e portare a termine il loro sviluppo successivamente, generalmente nell'arco di un paio di giornate o poco più.
Ma la maggioranza dei macromiceti ha un ciclo vitale più graduale e costante: è il caso dei boleti, delle amanite, delle russule, etc.
In linea generale possiamo asserire che questi funghi compaiono dal substrato di crescita allo stadio di primordio o di giovane carpoforo e si accrescono nel giro di alcune giornate (talora anche settimane) a seconda delle più o meno favorevoli condizioni ambientali e climatiche, nonché di una serie assai diversificata di concause.
Certamente, a questo punto, qualcuno sarebbe disposto a giurare che quanto testé affermato non è vero e che più volte gli è capitato di reperire un bel porcino in una stazione a lui ben nota, solo alcune ore dopo una prima accurata ispezione; vi è una sola risposta possibile ed è che, per buona fortuna, i funghi possiedono uno straordinario potere mimetico che viene ulteriormente esaltato dal gioco di luci e ombre del bosco.
Esperienze personali (ma in letteratura micologica non mancano documentazioni fotografiche) ci portano a stimare che mediamente i tempi di accrescimento dei porcini (così come di molti altri macrofunghi), dalla comparsa sul terreno di piccoli carpofori alla completa maturità, oscillano fra i tre e i dieci giorni.

Quando crescono i funghi?

Prima di tutto sfatiamo un altro luogo comune: si dice che i funghi crescano durante la notte (una notte!). Quanto esposto nel precedente capitolo spiega eloquentemente che i tempi fisici di accrescimento sono certamente ben più elevati rispetto alle poche ore che compongono una notte.
I funghi crescono quando le condizioni climatico - meteorologiche sono a loro favorevoli, senza alcuna preoccupazione nei confronti dell'orario, né se si tratti del giorno o della notte. Eppure i più accaniti cercatori si alzano di buonora per essere i primi a esplorare le stazioni di crescita dei prelibati miceti, convinti che il loro bottino si sia prodotto poche ore prima, durante la notte...

Quali sono le condizioni che favoriscono la crescita dei funghi?

La scienza, sino ad ora, non è in grado di rispondere esaurientemente al quesito. Tuttavia, generalizzando, si può affermare che il periodo propizio per la fruttificazione dei funghi coincide con la stagione estivo - autunnale, non solo per le condizioni climatiche favorevoli (temperatura mite e tasso di umidità elevato), ma anche per una serie di altre cause, non meno importanti, che capiremo più avanti, affrontando il tema dei sistemi nutrizionali dei funghi.
Si dice che la crescita dei funghi sia influenzata dalle fasi lunari. Non è facile provare oppure confutare tale punto di vista. La nostra esperienza è piena di casi assai contraddittori e personalmente riteniamo che se una relazione esiste, essa è del tutto marginale e può, tutt'al più, influire sulla quantità delle fruttificazioni.
Certo è che nelle tradizioni popolari si tende ad esagerare questo dato, ammesso che vada tenuto in considerazione, e ad "aggiustarselo" secondo i propri intendimenti; così, parlando con alcuni anziani "fungaioli" si apprende che la "luna buona" è quella calante, mentre discutendo con altri, ci si sente dire che la "luna buona" è quella crescente...
Tornando all'esperienza personale possiamo dire che ci è capitato più volte di trovarci in una determinata zona e di non vedere l'ombra di un fungo; successivamente, spostandoci nella vallata accanto, di reperirne in quantità. Eppure la luna era la medesima!
A volte bastano piccole differenze nel microclima di un ambiente perché si verifichino casi, per altri versi, assolutamente inspiegabili. Così può bastare una leggera differenza di esposizione o una ventilazione più moderata per condizionare o favorire la crescita dei funghi.
Sicuro è che le principali condizioni favorevoli sono da ricercare nella relazione umidità - temperatura, ma è un grosso errore pensare che basti un'abbondante pioggia per risvegliare il meccanismo della fruttificazione fungina.
Altrettanto certo è che alcuni funghi prediligono zone e periodi più aridi e di conseguenza più siccitosi (p. es., l'ovolo buono), altri esigono terreni più grassi e imbibiti (p. es., i prataioli), altri ancora hanno abitudini talmente "originali" da confondere le idee al malcapitato studioso che pensava di avere "capito tutto" riguardo alla crescita dei funghi; è il caso del così detto "dormiente" (Hygrophorus marzuolus) che compare al disgelo, non appena la neve si scioglie, o del "gelone" (Pleurotus ostreatus) che fa la sua comparsa quando i primi geli imbiancano il bosco e tutti gli altri funghi hanno smesso di fruttificare.
Tutto questo, sempre e solo, in linea generale, perché esistono le dovute eccezioni, tanto frequenti e bizzose da scoraggiare chiunque voglia dire l'ultima parola sulle condizioni che favoriscono la crescita dei funghi. Sicché capita di reperire qualche porcino (alle nostre latitudini) anche in pieno dicembre, o di imbattersi nel dormiente quando il sole di maggio ha già abbondantemente riscaldato il terreno dei boschi di collina. Davvero un bel mistero! Anche da queste situazioni deriva il fascino che i funghi esercitano su di noi.

Dove cercare i funghi?

Soltanto se si parla in linea generale si può affermare che i funghi crescono nei boschi. Infatti, se la gran parte dei macrofunghi ha abitudini boschive, non possiamo dimenticare che un'altra cospicua rappresentanza vegeta in ambienti diversi.
Non poche sono infatti le specie praticole, quelle lignicole e quelle fimicole; si pensi che esistono persino funghi "fungicoli", ovvero crescenti solo su altri funghi, magari in via di decomposizione.
Nel corso della nostra esperienza micologica abbiamo avuto modo di osservare situazioni al limite dell'incredibile, come funghi cresciuti sullo zerbino di una doccia, altri su vecchi sacchi di juta abbandonati in uno scantinato, altri ancora che pur di riuscire a venire alla luce, non hanno esitato ad intrufolarsi in una bottiglia completando lì il proprio sviluppo. Va da sé, perciò, che ogni ambiente può ospitare funghi anche se, è fuori dubbio, il bosco rimane l'ambiente ideale per eccellenza.
E' molto importante però conoscere e sapere valutare l'ambiente boschivo nel quale ci si avventura alla ricerca di funghi; ogni tipo di bosco ha un proprio carattere e favorisce la crescita di alcune specie fungine più che di altre. Sarà questo uno dei temi che affronteremo in seguito, al fine di dare un'idea di quali possono essere le affinità fra tipo di bosco e specie fungina.
Sin qui abbiamo affrontato alcune tematiche inerenti alle abitudini vegetative dei funghi, più per sfatare alcuni radicati luoghi comuni che per capirne il ciclo biologico.
Di importanza ben più rilevante è invece la conoscenza del meccanismo di riproduzione dei miceti; per cercare di rispondere a questo sostanziale quesito, sia pure in termini succinti e semplici, ci avvaliamo di un disegno nel quale abbiamo schematizzato il ciclo di riproduzione dei funghi.


Estratto da: "Atlante fotografico dei Funghi d'Italia - Volume primo"
Editore: Associazione Micologica Bresadola - Trento
A cura della Fondazione Centro Studi Micologici dell'A.M.B. - Vicenza
Autori: Carlo Papetti, Giovanni Consiglio, Giampaolo Simonini

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